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Sapori di note:


 

 

 
 
 
 

XXVII Edizione
3 marzo – 31 luglio 2026

 
 

 
 
La mille miglia del jazz. Anche se in verità il festival itinerante Crossroads di chilometri ne percorre ben di più nei suoi continui spostamenti geografici: con circa 70 appuntamenti (che coinvolgono circa 500 musicisti) dal 3 marzo al 31 luglio, la 27a edizione della kermesse distribuirà musica su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni. In un cartellone talmente smisurato c’è spazio per tutti: grandi star, talenti emergenti, giovanissimi ai quali il festival permette di fare esperienza. Ad ampio raggio sono anche le proposte artistiche: da una superstar come Pat Metheny ai campioni della musica cubana (Grupo Compay Segundo) proseguendo con figure storiche della musica improvvisata (Enrico Rava, Hamid Drake…), astri nascenti della scena internazionale sui quali è bene puntare le orecchie (Isaiah Collier, Lakecia Benjamin, Amaro Freitas, Makaya McCraven…), nomi simbolo della canzone jazz nazionale (Raphael Gualazzi, GeGè Telesforo) sino a una ricchissima proposta di presenze femminili (China Moses, Rachel Z, Simona Molinari, Petra Magoni, Karima, Eleonora Strino…). Crossroads 2026 è organizzato come sempre da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.
(Tratto dal Comunicato Stampa)
 
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JOHN MAYALL : IL PASSATO E' UN RICORDO BLUES
(Giuseppe Videtti)

Questa è l’ennesima dimostrazione che il blues, in qualsiasi tempo, modo e colore venga declinato, non manca mai di emozionare. Bob Dylan ci ha costruito la sua monumentale poetica, John Mayall (1933-2024) una carriera che dal 1956 – quando da Macclesfield, Cheshire, si trasferì a Londra per suonare con la band di Alexis Korner e poi formare i leggendari Bluesbreakers (nei quali hanno militato i grandi del British Blues, compreso Eric Clapton) – fino alla recente scomparsa, non ha ceduto di un millimetro ad altre tentazioni e/o lusinghe.
Lo chiamavano il padrino del blues bianco, ed è proprio come “godfather of the blues” che, l’anno scorso, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame. Per la rubrica, ho voluto scegliere un blues dal titolo suggestivo – The Mists of Time (Le nebbie del tempo) – perché è uno di quei brani, meno frequentati ma esemplari, di cui la monumentale carriera di John Mayall è riccamente costellata. Fa parte di Stories (2002), un oscuro album dei Bluesbreakers che su Wikipedia non ha neanche la spunta blu per essere cliccato (Mayall ha guidato la band dal 1963 al 1969, poi l’ha resuscitata con diversi organici dopo quindici anni, e fino alla morte, in maniera intermittente; la discografia dell’artista, fuori e dentro i Bluesbreakers, è sconfinata; dopo Stories è uscita un’altra dozzina di cd).
Mists of Time è un blues immutabile, come la fisionomia del suo autore, che attraverso quasi sette decenni è rimasta la medesima, rughe e canizie a parte. È il quieto lamento di un uomo che si confronta col suo passato: non più nel fiore degli anni (all’epoca ne aveva quasi settanta), incomincia a perdere il contatto con la sua stessa gloria. E quando la nebbia (mentale) si fa più fitta, solo una certezza: «Non cambierei per niente al mondo quegli anni di audaci avventure».
(interamente tratto dal Venerdì di Repubblica del 17 gennaio 2025)

 

 
 
 
   
 

Sabato 20 gennaio 2024, si è tenuta l’ Assemblea Nazionale di Italian Blues Union, a Pistoia.
Con l’occasione è stato eletto il nuovo board, che vi presentiamo :
Fabrizio Berti, Domenico Di Lascio, Antonio Palatini, Enrico Damiani, Roberto Caselli, Gabriele Dellepiane, Roberto Formignani, Alessandro Giannini , Gianandrea Pasquinelli.
Sottolineiamo la presenza dei "nostri" GIANANDREA PASQUINELLI e ROBERTO FORMIGNANI, infaticabili motori e promoters di varie iniziative in ambito Blues e non, ai quali auguriamo il nostro più sincero BUON LAVORO!.
Raccolgono l’eredità del Board uscente, capitanato da Luca Romani. Nel corso del quadriennio passato oltre all’organizzazione dell ‘Italian Blues Challenge, il Blues è entrato a far parte di “Festa della musica” divenendo Main Partners, ha stretto accordi con la Discoteca di stato e a breve sarà depositata la prima compilation di Blues targato Italia, e inoltre IBU è presente al tavolo permanente italiano della musica live istituito dal Ministero della Cultura.
Siamo sicuri che il nuovo board consoliderà il lavoro fatto negli ultimi anni, portando ancora più in alto il nome del Blues italiano.
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