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Le News - Notizie

Sapori di note:


 
 
 

XIVa Edizione
30 Giugno - 02 Luglio 2017

 
  Si riaccendono i riflettori sul Castelfranco Blues Festival, una rassegna dedicata alla musica d’oltreoceano promossa dall’Amministrazione Comunale della Città di Castelfranco Emilia in collaborazione con la Pro Loco e l’Associazione Centro Vivo, che torna in piazza nel periodo estivo dal 30 giugno al 2 luglio grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Il festival, con la direzione artistica dell’associazione bolognese BlackinBO, ritornerà alla sua location naturale, piazza Garibaldi nel centro storico della città emiliana, dove l’evento è nato e cresciuto nel tempo. Il Castefranco Blues per la quattordicesima edizione ospita il grande chitarrista blues Popa Chubby uno dei beniamini del pubblico europeo. L’immenso chitarrista di New York porterà la domenica 2 luglio il suo rock-blues, in bilico tra Jimi Hendrix e Robert Johnson; la serata sarà aperta dal duo Bayou Moonshiners vincitori dell’Italian Blues Challenge 2016 e reduci dalla grandissima performance all’European Blues Challenge dove hanno rappresentato il nostro paese come miglior band italiana. Per la prima giornata del festival, venerdì 30 giugno, si alterneranno sul palco Bruce James e Bella Black in versione quartet, interpreti americani della Soul Music energica e genuina; il grande artista partenopeo Lino Muoio con il suo ultimo progetto “Mandolin Blues Quartet” accompagnato dal pianista romano Mario Donatone; infine l’emergente rock blues band modenese 44 Blues. Il sabato 1 luglio sarà invece dedicato alla scena blues bolognese passando dal blues acustico del Mississippi dei Delta Mud allo swing anni ’50 dei The Monkey Swingers, con uno spettacolo tutto da ballare, al blues “from Chicago” dei Fog Eaters.Un’edizione che si preannuncia fantastica e da non perdere nella splendida piazza dove sarà possibile assaporare i sapori della terra emiliana.Le serate saranno tutte a ingresso libero.  
 

Informazioni
www.castelfrancoblues.it
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XXX Edizione
2 Giugno-14 Luglio 2017
 
 
 
 

Due Delta, un’unica passione musicale. E’ su questo intreccio che nel 1988 in Polesine inizia il percorso di Deltablues, tra i festival di maggior tradizione nel panorama europeo e, da sempre, attento a proporre con rinnovata freschezza lo spirito e le vicende del blues, che la Storia vuole siano iniziate nel 1903 a Clarksdale.
E proprio in quella località, nel cuore del Delta del Mississippi, ha sede il Museo del blues che, tra le tante memorabilia, espone anche quelle del festival italiano nato sulle rive del Po. E questa musica non nasce come semplice intrattenimento, ma è la colonna sonora delle lotte delle popolazioni afroamericane, all’epoca ancora sotto il tallone della schiavitù e delle discriminazioni razziste.
In quegli stessi anni in Polesine si registravano le prime iniziative organizzate di braccianti e operai, che iniziavano a unirsi nelle leghe sindacali, iniziando a costruire un percorso collettivo per il riscatto dall’arretratezza e dal latifondismo.
Nel blues c’è, di sicuro, un punto di contatto tra questi mondi geograficamente lontani, ma ricchi di similitudini nella conformazione materiale, al confine tra terra e acqua, e nel carattere delle popolazioni, che hanno sempre dovuto guadagnarsi il pane col sudore della fronte, ma con l’orgoglio di chi nella dignità lavoro vive la premessa per superare il limite dell’esistente, tendendo a un’orizzonte di equità, liberazione, progresso.
CLICCA QUI PER IL PROGRAMMA 2017

 
 

INFORMAZIONI
Ente Rovigo Festival

Via Luigi Einaudi, 77/8
45100 Rovigo
Telefono:  346.6028609
www.deltablues.it
info@deltablues.it

 
 
 
 

PORRETTA SOUL FESTIVAL 2017
XXX Edizione
20 - 23 Luglio 2017

 
 

30 anni di storia e un ripasso generale delle diverse facce del soul e rhyhtm & blues  al Porretta Soul Festival (20-23 Luglio ) che celebra anche i 100 anni della nascita di Rufus Thomas, a cui Porretta ha dedicato un parco. Ritorno inatteso per  Carla Thomas che torna eccezionalmente sulle scene assieme alla sorella Vaneese, assistente e corista di Aretha Franklin.  Carla e Rufus Thomas furono tra  i primi artisti ad incidere alla Stax di Memphis e i duetti con Otis Redding restano  memorabili. Il cartellone è ricchissimo con il funky della Original James Brown Band per una reunion che vedrà di nuovo insieme Fred Wesley, Martha High, l’M.C. “The Capeman” Danny Ray, il bassista Fred Thomas e tanti altri. Per gli amanti del suono di Muscle Shoals direttamente dagli studi Fame il leggendario Willie Hightower e Scott Sharrard, band leader della Gregg Allman Band. Il suono della Goldwax di Memphis è affidato al veterano Wee Willie Walker e all’attuale “Reigning Queen of Beale Street” Barbara Blue. Presenti anche Bernard “Pretty” Purdie, batterista di King Curtis, Aretha, Steely Dan, Dizzy Gillespie ;  Rob Paparozzi, front man della Blues Brothers Band e dei Blood Sweat and Tears,  Falisa Janaye, Sax Gordon & Toni Lynn Washington, King Louie & LaRhonda Steele ma soprattutto Vasti Jackson per un tributo a Johnnie Taylor di cui è stato band leader per almeno un ventennio. L’house band è ancora una volta affidata a Anthony Paule e ai migliori session men della Bay Area.  Nella quattro giorni porrettana ci sarà spazio anche per le australiane Sweethearts, gli spagnoli Lucilles, gli inglesi Achievers e per decine di band italiane di rhythm & blues nel contesto dello Street Soul Food che prevede anche mostre ed esibizioni di D.J. esclusivamente con vinili “vintage”.

 
 

www.porrettasoul.it
Contatti Direzione Artistica: grazianouliani@libero.it
Ufficio Stampa "Il popolo del Blues": pressilpopolodelblues@yahoo.it

 
 
Un caffè con GIANANDREA PASQUINELLI  
 
 
 
 

Per chi non avesse visto il film “Sliding doors”, trovarsi in un posto in quel preciso istante può mutare il destino di una persona. E’ così per tutti noi: se all’incrocio della strada sotto casa, decidiamo di svoltare a destra anziché a sinistra, gli eventi successivi verranno influenzati da questa nostra decisione. E questo vale anche per le persone che incontriamo. Senza voler essere eccessivamente retorici, da un evento abbastanza casuale nel 2009 è nato l’incontro tra Gianandrea Pasquinelli e chi scrive. Un incontro dal quale è nata una solida e sincera amicizia, nonché un consolidato rapporto di collaborazione nel portare avanti questo spazio web nel quale, negli anni, abbiamo cercato di mettere in risalto avvenimenti locali e non, uscite discografiche e segnalando tutto ciò che, a nostro avviso, risultasse comunque musicalmente degno di menzione.
Da “redattore” (non certo di professione…) penso comunque sia giusto per una sola volta, porre un poco di attenzione anche sulle nostre attività. In quest’ottica, rilevando nell’attività musicale dell’amico Gianandrea un’annata veramente impensabile fino a poco tempo addietro, ho ritenuto interessante (ripeto: Una Tantum) permettere a chi legge queste righe, di entrare nelle emozioni di chi ha vissuto un anno veramente importante, nel corso del quale la passione ha raggiunto il culmine della soddisfazione che anni di impegno hanno permesso di coronare in modo più che degno. Non leggete tutto questo come autocompiacimento, reso possibile dal disporre di uno spazio come Bluestime: se così fosse, l’avremmo già potuto fare in passato. Reputiamo serio, ciò che scriviamo sul nostro sito, cercando di rimanere criticamente noi stessi, si tratti di un CD di un caro amico come pure di un emerito sconosciuto.
Di seguito, potrete leggere le risposte ad alcuni quesiti che ho pensato di porre a Gianandrea, consentendo così di capire “da dentro” il 2016 appena terminato.

Iniziamo, cercando di tracciare un bilancio di un anno importante: sensazioni, emozioni...
L’emozione più forte è stata la partecipazione alla Notte della Taranta; salire su un palco enorme prima di Carmen Consoli, Nada, Fiorella Mennoia, Tosca e le altre star della serata, suonare di fronte a migliaia di persone agitate e danzanti, è stata una emozione unica che può capitare una volta sola nella vita. Poi nella pelle mi sono rimasti i colori, gli odori, i sorrisi di Taiwan, un posto così distante dai miei soliti percorsi. Come dice sempre Gianluca Caselli, guarda un pò dove ci hanno portato queste armonichette !!!
Qual è stato l'evento più importante e quello che ti è rimasto maggiormente impresso, tra quelli ai quali hai partecipato, oppure che hai avuto modo di organizzare?
Armonica Soireè, il festival internazionale delle armoniche di Bologna, è stata una grande scommessa; un evento che ho ideato, organizzato, e pianificato in collaborazione con Black in Bo, associazione culturale di cui faccio parte; è stata una sfida vinta per la risposta del pubblico e per il bilancio, che è stato chiuso in pareggio; non è poco di questi tempi; Armonica Soireè è stata anche la dimostrazione di poter proporre con successo l’armonica al di fuori di quello che è il circuito tradizionale della armonica, il blues; in tre giorni l’armonica blues è stata quella di Max Manganelli che in compagnia di un grande Marcello Convertini, ha fatto uno spettacolo di grandissimo livello; per il resto abbiamo ascoltato rock, folk, songwriting, crossover e ragtime. Steve de Bruyn e i Rhytmn Junks hanno poi dimostrato che l’armonica può reggere il confronto con qualsiasi strumento se si ha coraggio di innovare e di prendersi dei rischi. Un altro elemento positivo è stata la forte presenza di un pubblico non legato all’armonica che è quello che cerco per svincolare lo strumento dai consueti clichè del blues; prima essere musicisti e poi, se resta il tempo, armonicisti è il mio motto.
L'universo "armonica", musicalmente parlando “l’amore di una vita”: un poliedro da impiegare per tutti i generi musicali. Quali sono gli aspetti che ti hanno maggiormente interessato?
Non mi stancherò mai di ricordare l’importanza di essere musicisti e di essere originali. In Armonica Soireè, oltre agli artisti che ho precedentemente nominato, abbiamo ascoltato William Tedeschi, che in solitudine ha proposto alcune riuscite canzoni del suo ricco repertorio, Marko Balland, che ha esplorato i confini più rock, Hendrixiani dello strumento, Vincenzo Cattani che si è confermato come uno dei migliori talenti della sua generazione. Poi che dire della “famija”, gli amici armonicisti, Andreino Cocco, Angelo Adamo, Paolo Santini, Max De Rosa, Giorgio Pinna, Guido Poppi, Gino Zanon gli amici non armonicisti, Roberto Menabò e Gaetano Marvelli, che si sono stretti l’ultima serata in un caloro abbraccio armonico. Lascio per ultimo il progetto a cui sono legato, gli Armonauti che grazie all’apporto del polistrumentista e vocalist, Andrea Fiore, e allo straordinario solismo di Gianni Massarutto hanno trovato un equilibrio perfetto tra ragtime e proto-jazz. Da ultimo sono particolarmente fiero di essere riuscito a portare a casa un brano, Tiger Rag, che credo non si sia mai visto fare con clarinetto (Paolo Santini), armonica accordi (io), e washboard (Andrea Fiore). Un’altra scommessa vinta !!!
Quali sono stati i principali stimoli derivanti dagli impegni del 2016, comprendendo anche i dubbi in fase di preparazione di eventi o brani?
Gli stimoli sono tanti … ho deciso di limitare il più possibile l’uso della armonica diatonica a vantaggio di quella basso e delle armoniche ad accordi che ormai preferisco suonare; mi affascina l’uso di uno strumento ad ancia libera molto strano, l’accordina; strumento cromatico a metà strada tra armonica e melodeon, l’accordina mi intriga e ora ho iniziato a proporlo dal vivo con il Trio Insolito in brani della tradizione balcanica e in canzoni italiane complesse come Volare di Domenico Modugno. Un altro strumento che ho iniziato a studiare è la concertina con la quale mi sto introducendo alla musica da ballo irlandese; insomma tanti stimoli, tanta voglia di novità …
L’altra faccia della medaglia: e per quanto riguarda le difficoltà incontrate?
L’unica vera difficoltà è stata quella di organizzare la vita personale e lavorativa per riuscire a fare tutto quello che desideravo fare nel 2016; per farti un esempio pratico, lo scorso anno ho pubblicato un libro, i Protagonisti dell’Armonica, ho ideato il primo insegnamento universitario legato alla armonica, Musica e Armonica Terapia, 12 ore che ho svolto a Faenza al Corso di laurea di Infermieristica, ho pubblicato il CD del Trio Insolito, L’Altra Balera, dedicato al mondo della musica popolare, con i magnifici Armonauti ho suonato a Taiwan, alla notte della Taranta, ho organizzato Armonica Soireè e poi ovviamente … tutto il resto.
Come già detto nell’introduzione, da alcuni incontri possono nascere collaborazioni importanti, grazie alle quali realizzare eventi o partecipazioni…
Una grande collaborazione è stata quella con l’armonicista parmense William Tedeschi; William negli ultimi tre anni ha fatto crescere una manifestazione natalizia legata all’armonica nella sua città di grande successo; grazie a William ci siamo esibiti con gli Armonauti e con il Trio Insolito in straordinari palcoscenici come il Teatro Farnese e Parma Lirica, il tempio di questo straordinario genere musicale nazionale. Da William ho mutuato il coraggio di organizzare e la voglia di mettersi costantemente in gioco. Di William musicista ricorderò sempre il momento in cui all’anteprima di Armonica Soireè ha fatto cantare con l’armonica un pubblico di giovani hipsters che mai avrei immaginato calarsi in questo ruolo “poco” intellettuale. Un’altra collaborazione importante è quella con il regista di Pordenone, Pasqualino Suppa, che sta girando un docufilm sugli Armonauti e che ha reso possibile la nostra avventura in terra d’Asia. Un sogno inimaginabile quello di suonare al Festival di Taiwan seguiti per di più da una troupe di cineasti internazionale. E pensare che il giorno che siamo partiti sembrava tutto contro di noi. Alle due del mattino ricevo da Catai Pacific, un sms in cui mi si avvisa che il volo agognato era stato cancellato; sembrava uno scherzo e per questo Gianni Massarutto mi ha quasi mandato a quel paese, ma era la realtà, un potente tornado si era abbattutto sulla zona costringendo alla chiusura il terminal di Hong Kong; con la tenacia di Gianni e l’incoraggiamento della sorte, siamo riusciti comunque a partire con un altro vettore e ad arrivare a Taiwan con solo due ore di ritardo rispetto a quanto pianificato. E da lì è iniziata la grande avventura. Avrei mille cose da raccontare ma forse questo svelerebbe parte della storia del docufilm; una cosa la voglio comunque dire: il livello dell’armonica in Asia (Cina, Hong Kong, Malesia, Taiwan, Giappone) è così elevato che anche il bambinetto che timidamente partecipa alla competizione del festival suona con una tecnica superiore al 90% degli armonicisti italiani; una cosa pazzesca; nel festival il mio ruolo era quello di suonare il basso, credo di essere stato il bassista più scarso fra tutti i presenti (e non erano pochi) !!!
A questo punto, gran finale d’obbligo. Nuove frontiere: le sfide per il 2017 (desideri e sogni compresi...)
A febbraio con gli Armonauti parteciperemo al Festival di Armoniche della Slovenia che si svolge a Mokronog; forse sarà l’occasione per chiudere il film che è iniziato a Bristol nell’ottobre del 2011 e che da quel momento ci accompagna instancabile nelle nostre scorribande musicali; il 2017 vedrà poi la luce, la seconda edizione di Armonica Soireè per la quale ho in mente di proporre iniziative legate al ballo che possano trovare comunque nell’armonica una sicura protagonista; sempre su questa linea, insieme a Gianluca Caselli e a William Tedeschi sto pensando di dare avvio ad un progetto stabile di documentazione della armonica sul territorio nazionale; l’armonica è stata nella cultura contadina partecipe delle tradizioni popolari e della musica da ballo; il primo frutto di questo lavoro, che si chiamerà La Musica della Terra, sarà dedicato ai protagonisti della armonica della Sardegna e della Emilia.

 
  (Paolo Santini)  
     
     
     
 
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