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Le ultime uscite discografiche: Destino, I sing Love, Meditronica, SOMMA, Arbe Garbe e Eugene Chadbourne, Mark Slim Katrina, Robi Zonca, Lino Muoio, Flavio Paludetti, Blues Gravity, Warm Gun, Thorbjorn Risager, Mark Slim - Fabrizio Soldá, Pig's Brothers, Donnie Romano.
New July 2010 Releases. Le recensioni precedenti sono qui e ancora qui |
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Dune DESTINO
Gianluca Paciola vocalist, Eugenio Piccolo alle chitarre, Guido Paciola al basso, Francesco Paciola
alla batteria e alle percussioni, Diego Altomare alle tastiere: questi sono i componenti dei DUNE,
gruppo pop cosentino che si ripresenta al pubblico con DESTINO, quarto CD nel quale ci deliziano
con nove tracce quasi interamente composte da loro.
Brani ben suonati ed equilibrati, ricchi di passione mediterranea, frutto della grande tradizione
musicale italiana ancora in grado di produrre ottimi lavori.
Il brano di apertura Dune di rabbia introduce sound tribali che immediatamente lasciano il posto
alla loro pop music funkeggiante che ritroviamo lungo il resto del CD. Dopo la malinconia di
Aguzzino, ci rituffiamo nel clima easy di Keep on walking, nel quale dà il proprio apporto alla
band Angelo Adamo all'armonica cromatica, molto "wonder", a conferma della sua poliedricità
(artista che interpreta jazz, classica, pop con la stessa geniale semplicità), e con fare
umoristico quando, sul finale del brano con i restanti strumenti già riposti mentre lui si trova
ancora allegramente inerpicato sull'ennesimo assolo, urla:"...ma perchè finisce così?!?". Lo ritroviamo ancora
in Sola e Verso di te.
Con On my own, unica traccia non autoprodotta ma ben interpretata, presa in prestito da Nikka Costa e rispolverata a quasi trent'anni dalla pubblicazione, Gianluca dà prova di essere a proprio agio anche con ballad di questo genere.Piacevole. Paolo Santini
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Lara Luppi I SING LOVE www.laraluppi.com
Settimo lavoro per LARA LUPPI, jazz singer che rivisita in questo I SING LOVE alcuni tra i più conosciuti standard del panorama jazzistico. Con la sua voce un po' Nora Jones prima maniera, Lara si trova a suo agio nel registro vocale medio-basso, invitando l'ascoltatore a chiudere gli occhi ed a sedersi al suo tavolo. Dopo i primi due brani, infatti, si passa alla celeberrima MOON RIVER, reinterpretata più come moderno brunch che come Colazione da Tiffany; ugualmente conserva l'eleganza di Audrey Hepburn, con l'aggiunta dell'estro cromatico di Angelo Adamo (che ritroviamo con fraseggi sassofonistici anche in AIN'T NOBODY'S BUSINESS IF I DO e WE CAN MAKE IT: autentica ciliegina sulla torta). Senza alcun timore reverenziale, anzi, forte della propria personalità, Lara offre le proprie versioni di brani immortali quali COME RAIN OR COME SHINE o MY FUNNY VALENTINE (coadiuvata in quest'ultima da Antonio Imparato alla voce e alla tromba). In questo CD Lara è accompagnata dal Massimo Faraò Trio, composto da Massimo Faraò al pianoforte, Carmelo Leotta al contrabbasso e Carmen Intorre alla batteria. Per palati raffinati. Paolo Santini |
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Ashtech & Polcari MEDITRONICA
RareNoiseRecords
Prendete un basso, datelo in mano all'italianissimo Ashtech e, quasi per miracolo, lo strumento che siamo soliti vedere in veste di “accompagnatore”, è in questo CD assurto al titolo di miglior interprete del dub, genere indubbiamente snaturato rispetto alle origini.
Dieci tracce di ottima world music in stile lounge, nate dalla collaborazione in primis del tastierista Paolo Polcari, del cantante degli Almamegretta Raiz e di Eraldo Bernocchi, chitarrista e produttore messosi in luce per la sua forte attrattiva verso la sperimentazione.
L'atmosfera avanguardista di ogni brano impedisce l'interruzione dell'ascolto prima del decimo ed ultimo brano. Ottima Rainbow Rain; aria tetra ed intrigante conferita dal vocalist in Dame Paz, basso che fa da padrone in Azimuth Navigation come pure nella opening Mediterranean Electronics, clima interplanetario in Andromeda e The Third Planet, per tornare nell'area mediterranea con Ki Eshmera Shabbat, melodia israeliana di origine turca il cui testo originale parla dell'importanza della festa ebraica citata nel titolo stesso.
Per molti, ma non per tutti. Paolo Santini |
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Eraldo Bernocchi SOMMA
RareNoiseRecords
SOMMA e' uno dei punti di osservazione di Eraldo Bernocchi, storico esponente del panorama underground italiano, musicista capace di trasfigurarsi in sembianze Noise, il progetto di culto Sigillum S, o in ricami elettro-folk pertinenti alla visione etica di Summa; 23 Wheels Of Dharma e' un crocevia sonoro di culture rituali rielaborate attraverso l'elettronica e il dub; una visione globale quella di Bernocchi che si estende come una idrovora negli spazi percettivi delle diverse conoscenze; il disco registrato nel corso di una performance audio-visiva curata nella parte visuale da Petulia Mattioli si compone di 8 tracce prive di scrittura, frutto della creativitą istantanea di un cast di altissimo livello come Bill Laswell, Nils Petter Molvaer, Hamid Drake, Raiz, Lorenzo Esposito Fornasari e Faraualla; a chiudere il cerchio la presenza vitale e apparentemente fuori contesto di sei monaci Tibetani a suggellare un progetto che lavora attivamente alla loro causa. Un evento live anomalo, unico e irripetibile. Gianandrea Pasquinelli |
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Arbe Garbe e Eugene Chadbourne The great prova
CPSR/Venus
Nello spirito blues che di piu' non si puo' piove inatteso questo live di una splendida band friulana, gli Arbe Garbe in felice compagnia del new yorkese Eugene Chadbourne, informale chitarrista e banjoista dalle linee melodiche spigolose e imprevedibili. The great prova abusa a piene mani in territori al confine tra l'energia bestiale punk, tradizione folk popolare autoctona dei rispettivi artisti e la nevrosi creativa del free-jazz radicale. Fotografia completa della devastante presenza scenica della band, il disco oscilla tra momenti ludici e danzanti (The old piano, Vos di Ploe, Women against pornography), caleidoscopi energetici (Why kids go to school), sprazzi di punk-balcanico (Sawakkalakitcha, Cuk Se je Ozenu). El Bus dal Cul Dal Mond chiude smodatamente l'ennesimo episodio di una delle migliori realta' musicali nostrane.
Gianandrea Pasquinelli |
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Mark Slim Band Katrina
Marco Carraro
Mark Slim, il cantante / chitarrista Padovano e' in una fase di grande crescita artistica musicale; abbiamo da poco licenziato il suo convincente lavoro acustico in compagnia di Fabrizio Solda' (che potete trovare in questa stessa pagina) ed ecco qui una nuova e inattesa uscita: Katrina in quartetto elettrico; un disco omaggio alle vittime e ai superstiti del tremendo Katrina e un'occasione per dimostrare una inconsueta abilita' nel maneggiare diversi stili blues; 14 tracce, pochi remake, molti originali, tutti scelti con intelligenza e gusto tra gli archivi delle diverse aree geografiche; Texas blues, con omaggi a Lighting Hopkins e Jimmie Vaughan, le regioni del delta con Big Road Blues e Pony Blues (un'idea gią esplorata dai Canned Heat), il West Coast con Bop Hop di Pee Wee Crayton; Mark Slim ha profondi ascolti e tecnica chitarristica flessibile e ponderata, capacita' inconsuete in giovane eta', valori che lo rendono umile e appropriato nei diversi contesti esplorati; un maggior lavoro sulla vocalitą consentirebbe un ulteriore salto di qualita' e un posizionamento ai primi posti della chitarra blues italiana. Gianandrea Pasquinelli |
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Robi Zonca So Good
Robi Zonca on MySpace
Al pari delle sirene di Ulisse, l'ultimo lavoro di Robi Zonca cattura l'ascoltatore; con la differenza che quest'ultimo ci accompagna per circa 45 minuti di autentico paradisiaco ascolto.
La statura artistica di Robi si avverte nelle varie tracce (per la maggior parte composte da lui stesso) che, dopo la carica rock del brano di apertura, spaziano tra RnB e Jazz, evidenziando notevole padronanza vocale, prediligendo il registro medio-alto sia come lead vocal che come corista, e grande tecnica chitarristica.
Coadiuvato da una grande sezione ritmica, si coglie una farcitura di Incognito in "Feel like dancing", egregiamente proposta anche in un successivo reprise col grande Fabrizio Bosso alla tromba. Oltre a Bosso, anche il duetto con Sabrina Kabua ed il brano cantato da Luther Kent evidenziano ulteriormente la qualitą del lavoro musicale di Zonca, giunto con questo "SO GOOD" alla registrazione del suo quinto lavoro. Da non perdere.
Paolo Santini |
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Lino Muoio Blues on me
Lino Muoio
I bei tempi non sono ancora finiti; Lino Muoio dopo anni di intensa militanza nel circuito blues napoletano, licenzia il primo lavoro solista, Blues on Me, regalandoci un disco crepuscolare che evita con decisione le asprezze acide e grezze dei scultorei cantori del delta; 11 tracce che onorano la scrittura personale, tutti i brani sono originali, e omaggiano il lato sereno e gli umori vitali del blues, quelli stratificatisi nell'area di Memphis, Tennessee, e poi portati a sintesi estrema dalle migliori jug e string bands del tempo; in Blues on Me, Muoio si fa' sostenere da due vecchie conoscenze del blues campano, i pilastri della storica band Blues Stuff, Guido Migliaro alla voce e Mario Insenga alla batteria; Muoio concentrato alla chitarra slide e acustica, al banjo e mandolino si concede spedite figure ritmiche e melodiche nel solco della tradizione di Charlie McCoy e dei gia' velatamente citati Memphis Jug Band e Mississippi Sheiks; il momento migliore il travolgente No Time Blues dove il nostro si doppia al banjo e al mandolino; eccellenti anche le tracce che vedono la partecipazione dell'intrepido Massimo Furio, autore di linee espressive e vibranti all'armonica diatonica (Break me Down e Feelin' Down); prodotto intelligente carico di sapienza e amore. Gianandrea Pasquinelli |
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Flavio Paludetti First Love
Flavio Paludetti on myspace
"NICE ONE!" direbbe Nick The Nightfly (noto Dj di RadioMontecarlo) quando ha fra le mani un CD come FIRST LOVE di Flavio Paludetti. Un viaggio tra jazz, R&B e funky, con atmosfere ovattate molto easy nelle tracce centrali del CD, dopo una partenza all'insegna del jazz. In questo lavoro, Flavio inserisce brani composti da lui stesso ("First Love", che dà anche il titolo al CD, "Green eyes on me" e il finale "I've got to move"), nei quali, oltre a riferimenti stilistici a grandi del calibro di BB King, Steve Ray Vaughan e George Benson, affiora un po' di Ritenour ed anche Robert Johnson in "I just want to make love to you". Accompagnato da Manuel Pestrin alla batteria, Michele Bonivento all'organo e James Thompson al sax tenore, notevole guest in smoking e scarpe di vernice in First Love, per poi vestire eleganti stracci funky nel finale "I've got to move". Godibile. Paolo Santini
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Blues Gravity Homecookin'
Blues Gravity
Romagna, terra di passioni, motori, belle donne, amatori e grande musica; un quartetto dal palato fine, i Blues Gravity, costantemente in bilico tra gli umori jazzy di Marco Vienna e la vocalita' un po' crooner di Marco Betti; due virtuosi dei rispettivi strumenti, chitarra e armonica, messi al servizio di una coralita' espressiva che trova momenti di esaltazione nei momenti swing (Frim Fram Sauce) o funky (Honey Hush) e ispirazioni inaspettate anche in quelli piu' cool, la ballad Someday o la traccia lounge, Music to watch girls by, la mia personale favorita; insomma ci troviamo di fronte a un quartetto dalle grandi potenzialita', capace di esprimere un sound maturo, svincolato dalle schematizzazioni di genere, capace di appropriarsi con uguale convinzione e determinazione del Chicago Blues di Little Walter (Oh Baby) passando per il R&B (I've got a woman), i Beatles di Can't buy me love e il latin Jazz di Caravan; l'occhiolino strizzato a Gary Primich poi me li fanno definitivamente apprezzare; un esordio da cinque stelle. Gianandrea Pasquinelli |
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Warm Gun Blues Virus
Buffalo Bounce
Dalle paludi a nord di Napoli prende forma il progetto Warm Gun incarnazione singolare e vorace del formato blues-duo elettrico; Freddy Ghidelli (chitarra e voce) e Max Pieri (basso e stomp-box) a dispetto di ogni aspettativa forgiano un sound unico, spesso e atipico in cui il groove dettato dalla ispirazione del momento diventa pretesto per lo svolgimento della struttura canzone; 10 storie centellinate e spalmate da allusioni al linguaggio virale, richiamato nelle tre dimensioni cellulari nella scansione della prima di copertina; lo spirito del disco e' schiettamente blues con atmosfere prese a prestito da una certa psichedelica californiana anni 70 o dalla scena punk più recente; nelle pieghe del progetto il duo offre anche precisi richiami al songbook jazz: la volutamente stralunata Summertime e il Blue Monk mascherato in Goin Down Slow; Blues Virus non e' la ennesima riproposizione di un cliche' stilistico ma un disco autonomo, pregevole e originale che disegna nuovi scenari con autorevolezza e assoluta convinzione. Gianandrea Pasquinelli |
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Thorbjorn Risager Track Record
Thorbjorn Risager
Una delle piú piacevoli news di questo primo scorcio 2010 viene dalla Danimarca; Track Record é il quinto lavoro di un cantante, Thorbjorn Risager, dotato di vocalitá straordinariamente penetrante; Risager ha una voce potente, voluttuosamente vetrosa e diretta che distilla linfa vitale con naturale eleganza a qualsiasi groove e scansione ritmica; Track Record, forte anche di un pregevole lavoro in fase di arrangiamento e di post-produzione (l'impatto sonoro rootsy e volutamente inscatolato delle prime tracce e' di grande resa sonora); in questo lavoro Risager si dipana con autorevolezza in un intricato equilibrio tra soul (Stand beside me), R&B (7 steps to heaven), swing (I'll be moving on), senza dimenticare le matrici piú blues (Rock and roll ride) che rappresentano al meglio le innate capacitá espressive; esaltante. Gianandrea Pasquinelli |
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Mark Slim - Fabrizio Soldá North - East Blues
Mark Slim - Fabrizio Soldá
Giovani, autentici e fedeli cantori della tradizione: Mark Slim (chitarra e voce) e Fabrizio Soldá (armonica) si presentano sulla scena blues con questo North - East Blues, chiara allusione alla provenienza geografica del duo; il lavoro é una fotografia di ascolti e riproposizioni sempre attenta alle radici dello stile afro-americano; l'idioma blues é affrontato senza reticenza a 360° passando per C. Patton, Sam L. Hopkins, Jimmy Reed e Gary Davies; gli aspetti di transizione urbana sono ripresi con Help Me di S. Boy Williamson II; in altre parole, Mark Slim e Fabrizio Soldá appartengono alla razza degli uomini coraggiosi scegliendo classici ostili, "Roll and tumble blues", "Green River", "From four until late"; un coraggio che unito alla propensione per il metallo sferzato della slide che ornamenta tra l'altro l'originale North - East Blues ce li fá apprezzare senza riserve Gianandrea Pasquinelli |
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Pig's Brothers Live in Studio
Pig's Bros.
I Pig's Brothers emuli nostrani dei piu' blasonati e unici Blues Brothers sono rodigini di crescita ma universali nel cuore; in questo autoprodotto Live in the Studio, i Pig's mostrano una verve ed energia di prim'ordine; il repertorio é quello che ci si attende da una band avezza al palco e a divertire; insomma niente fronzoli o particolari intellettualismi ma un sound frontale animalesco e gioioso dedicato a chi la musica la segue non nelle quattro mura di casa ma in quelle sacrali della situazione live; un plauso per la voce di Silvia Pirani e per gli arrangiamenti di Paolo Pigozzi (tastiere) e ancora un personale apprezzamento per l'armonica di Muneratti che tra spruzzi di virtuosismi alla Popper sfodera, trascinato dalla suadente Pirani, una espressivitá insolita e virile nella ballad Finally make me happy; insomma vi confesso che ascoltare una Proud Mary (CCR docet) o un Respect (Super Aretha) fatti bene rimane per il sottoscritto una gioia perenne. Bravi. Gianandrea Pasquinelli |
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Donnie Romano BlueSpirits
Kayman Records
Una certezza nel panorama blues italiano e' Donnie Romano; cantante, chitarrista di origine laziale ma ormai residente in toscana e costante frequentatore dell'area reggiana, Romano giunge con pieno merito alla seconda fatica discografica, sempre sotto l'egida della benemerita Kayman Rec. e la guida di Martin Iotti; in BlueSpirits Romano sfodera una perfetta e navigata padronanza strumentale e vocale frutto della ormai lunga attivita' di palco e di tutoraggio di artisti internazionali nel corso delle loro peregrinazioni italiche (vedi Eugene Hideway Bridges, RJ Mischo, Sonny Rhodes, Andy Just per citare alcune delle principali collaborazioni); BlueSpirits e' pretesto per affermare le logiche del trio in una accezione raramente muscolosa ma piú prossima al post-blues inglese, con una punta di aciditá frutto delle scelte timbriche e stilistiche del nostro; i groove sono rilassati (Come back baby), sporcati da metriche funky (I don't need no doctor) o insidiosamente ipnotici alla NMA (Forgive me); questa traccia, una delle piú pregevoli dell'intero lavoro e' anche occasione per lo showcase di slide in cui Romano rende prova di assoluto valore; personale e pungente. Gianandrea Pasquinelli |
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