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NOVITA'

Le ultime uscite discografiche: Jerry The Mule, Guitar Not So Slim, 4TDice, The Easy Blues Band, Thorbjoern Risager, Ramon Goose, Muddy Waters All-Star Tribute to a Legend, Black Cat Bone BB, Michael Powers, John Mayall & The Bluesbreakers
Early 2011/2012 Releases. Le recensioni precedenti sono presenti ai seguenti link:
CD1 CD2 CD3
CD4

 
 

Jerry The Mule "Jerry The Mule"
www.jerrythemule.com

Pur avendo il blues "bianco" tipico delle nebbie londinesi nel DNA, l'animo dei JERRY THE MULE è indubbiamente volto al rock. Le sonorità sono influenzate da Led Zeppelin fino a The Clash e, quindi, anche il lato rock fortemente british. Nel loro secondo CD che segue un Live registrato nell'Aprile del 2011 (composto essenzialmente da cover), non lesinano certo energia che troviamo allo stato puro in molte tracce. E la presenza di DANIELE BAIOCCHI all'armonica, nonostante un percettibile background blues, estrae linfa vitale dallo strumento ancora una volta non votato esclusivamente al blues. D'effetto anche la scaletta proposta, che trova qualche ballad posta giustamente a lasciare un attimo di respiro in mezzo ad una carica veramente detonante. L'ispirazione al passato viene ribadita nell'introduzione DO YOU LIKE THE BLUES?, caratterizzata dal vecchio ricordo del crepitìo da vinile. Un po' di Mark Feltham e compagni nella traccia "omonima" 9 BELOW e un tuffo nel vecchio blues con DRUNKEN BLUES. Segue la title track del CD, citazione tratta da un brano afro-americano che nel sito del gruppo leggiamo essere stato reso famoso da Josh White (famoso cantante e songwriter, particolarmente attivo nella difesa dei diritti civili dei neri). Di tale brano, troviamo una piccola "perla" nella ghost track finale. L'ascolto scivola via con ritmo lievemente più blando nelle ultime quattro tracce, anche se l'impostazione grintosa, certo, rimane indelebile. DIEGO PISTELLI (basso, lead vocal, sinth e percussioni), a cui si deve la scintilla che ha portato alla formazione della compagine, MARCO BENVENUTI (chitarre e cori), ANDREA NOVELLI (batteria, percussioni e cori) e il già citato DANIELE BAIOCCHI (armonica e cori) costituiscono il cuore pulsante del progetto musicale. Notevole.
Paolo Santini

 
 
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Guitar Not So Slim "Bailout"
Guitar Not So Slim
Bailout e' la seconda uscita discografica di Guitar Not So Slim, fresco ed interessante combo di Spagna; a cavallo tra i primi Fabulous Thunderbirds e i Rockets di Anson Funderburgh, privi dell'asprezza e della drammaticita' del Chicago Blues, i Guitar Not So Slim sono un combo molto affiatato, nato dalla collaborazione del chitarrista Canadese Troy Nahumko Chandler, un passato importante nei Tornadoes di Little Mike Markowitz, con Moi Martin (basso e voce), Joe Luis Naranjo (armonica) e Lalo Gonzales (batteria). Destini, culture e passioni musicali che si incrociano e si fondono in 10 tracce equilibrate, spensierate, forti di una pulsione ritmica danzante, che poggia su una matrice blues di derivazione Texana. Bailout e' disco assolutamente godibile, forte di arrangiamenti compatti, che tiene anche nelle proposte strumentali (Adarveing e la Pequena nur) esempio della maturita' musicale di Chandler, un chitarrista che suona in funzione della band (old school, less is better), e delle qualita' dell'armonica di Joe Luis Naranjo, che sa' farsi valere in prima posizione e anche nella cromatica.
Una Bella Sorpresa
Gianandrea Pasquinelli

 
 
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4TDice "FourTDice"
www.4tdice.com
Non è la prima volta che viene presentato un CD che esula dall'universo blues. E questo album ominimo FOURTDICE dei FourTDice costituisce una sorta di salto a ritroso nel tempo, un salto di circa cinquant'anni e più, nell'epoca d'oro del rock'n roll. Anacronistico quindi, quanto originale, con nove tracce su dieci composte da due dei componenti della compagine, il CD è una vera e propria miniera di energia musicale. Ma la caratteristica più sorprendente di una band che si presenta con una discreta maturità e disinvoltura, egregiamente espressa anche nelle loro apparizioni live, è indubbiamente la loro età: i quattro componenti del gruppo, messi insieme, non arrivano a settant'anni!
Formatisi nell'ambito della Scuola di Musica Moderna di Ferrara, che ne ha anche curato la produzione del CD come Associazione Musicisti Ferrara, questo lavoro è l'ennesimo che nasce sotto l'egida dell'Associazione stessa, seriamente impegnata nel progetto "Un fiume di musica", volto alla promozione e produzione indipendente della musica d'autore e ponendosi ancora una volta ai vertici della musica a livello regionale e non solo.
Doverosa la citazione dei giovanissimi musicisti: ENRICO TESTI (chitarra e lead vocal), GIULIO TESTI (pianoforte, tastiere, chitarra e cori), PIETRO FABBRI (basso e cori), NICOLO' TUMIATI (batteria).
Chi ben comincia...
Paolo Santini

 
 
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The Easy Blues Band "Back to the Blues "
www.myspace.com/theeasybluesband
Inizio di 2012 scoppiettante, con una band proveniente dalla terra sarda. BACK TO THE BLUES è il CD che The Easy Blues Band offre al proprio pubblico. La band cagliaritana mette in luce la propria versatilità, alle prese con blues classico, texas blues, ballad, rock blues, funky, tutte eseguite con maestria.
Si parte quindi con la title track del CD, BACK TO THE BLUES, brano nel quale il gruppo mostra tutta la carica trascinante che accompagna l'ascoltatore lungo il procedere delle undici tracce complessive. Un attimo di respiro con I'VE GOT MY BLUES e subito ci si rituffa nel ritmo coinvolgente di JUST PLAYIN' MY BLUES. Le belle immagini di impostazione profondamente "texana" della copertina del CD, unite all'ascolto di DEAD OR ALIVE proiettano l'ascoltatore nel selvaggio West. Via via che si procede nell'ascolto, la maturità della Band continua ad emergere, fino alla carica funky di FUNK-UP. Giungiamo al termine dell'ascolto con ULTRA SLOW, dal ritmo tipicamente lento blues.
SALVATORE AMARA (lead vocal, slide guitar e armonica in Ghost Boat) autentico Band leader dalla voce trascinante conduce i compagni MAURO AMARA (tastiere, fingerpicking guitar e cori), PAOLO DEMONTIS (armonica e cori), ROBERTO LOI (basso e cori), PAOLO FLORE (batteria), coadiuvati da CORRADO COSTA (tastiere) e ANTONELLO RACCIS (percussioni), ottimi componenti di una delle Blues Band di buon livello, realtà forse locale, ma indubbiamente con poco da invidiare a compagini maggiormente accreditate. Lavoro veramente ben fatto.
Paolo Santini

 
 
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  Thorbjoern Risager "Dust and Scratches "
www.risager.info
Una volta letto il suo nome, impossibile non rimanere colpiti dalla sua voce roca e profonda, con la tipica timbrica dei folk o blues singer statunitensi. Piuttosto che danese, terra dalla quale Thorbjørn Risager proviene. Ed è esattamente questa sua attitudine al blues in molte delle sue sfaccettature, che ci offre Risager nel suo ultimo CD DUST AND SCRATCHES. Si parte, quindi, con la grinta di Single Tear, brano di apertura discretamente rockeggiante, che lascia il posto al blues elettrico e trascinante di More, dal ritmo più blando, ma ugualmente interessante. Virata decisa verso brani ritmicamente più easy, come In the back of my mind, anche se immediatamente si affaccia il ritmo in Precious Time, arricchito da una sezione fiati notevole, composta da Kasper Wagner (sassofoni), Peter Kehl (tromba) e completati dalla sezione ritmica, della quale fanno parte Emil Balsgaard (piano e tastiere), Seren Bejgaard (basso) e Martin Seidelin (batteria), ovviamente capitanati da Risager, nella doppia veste di lead vocal e di chitarrista. Atmosfere fumose e soffuse nella ballad End of Time, al termine della quale, come in precedenza, si riparte con il funk grintoso Dealer's Dealing, mettendo in mostra grande versatilità stilistica, anche se fortemente influenzata dal blues "of the roots".
La grinta del band leader Risager si sposa alla perfezione con il titolo "polveroso e graffiante" di questo suo ultimo lavoro. Il giudizio finale non può che essere positivo, anche se talvolta la band mette in luce un groove europeo forzatamente alla ricerca dell'imitazione statunitense. Piccolo peccato veniale perdonabile.
Di buon auspicio per il futuro.
Paolo Santini
 
 
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Ramon Goose "UpTown Blues"
www.ramongoose.com
Giunto alla sua quinta produzione, RAMON GOOSE ci propone il suo UPTOWN BLUES. Cantante e chitarista di indubbio valore, ci troviamo di fronte un giovane musicista che, non pago della cultura musicale anglo-americana, ha deciso di inoltrarsi alle vere radici della black music e del blues. Da qui il suo viaggio a Dakar, l'incontro col senegalese Diabel Cissokho oltre che ad altri quotati musicisti dell'Africa Occidentale, che lo ha portato nel suo precedente lavoro MANSANA BLUES ad una vera full immersion grazie alla quale il CD è stato considerato uno dei lavori di World Music migliori del decennio.
In UPTOWN BLUES, rimaniamo invece nell'ambito rock-blues, funky e jazz. Ottima apertura con la melodia funky di DELTA MOON, una delle nove tracce di sua produzione, dopodichè Ramon mette a disposizione tutto il suo repertorio, non disdegnando un omaggio anche a Jimi Hendrix (Little Wing). Con TASTE OF HONEY ci tuffiamo nelle sinuose atmosfere di una ballad resa ancor più intensa dal sensuale sax alto di MALCOLM MILES, una delle tante collaborazioni che troviamo nel CD. Senz'altro degna di menzione anche SAY IT AINT SO, clima jazz vagamente seventies di notevole impatto.
Per un artista così giovane, un curriculum già così ricco costituisce la certezza che di lui sentiremo ancora parlare in futuro. Forse il miglior CD col quale chiudere questo 2011 ormai agli sgoccioli.
Paolo Santini

 
 
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Autori Vari "Muddy Waters All-Star Tribute to a Legend"
Blues-Boulevard
Cast stellare (Buddy Guy, Koko Taylor, Robert Jr Lockwood, Peter Wolf, John Hiatt, Charlie Musselwhite, Nick Gravenites, Big Bill Morganfield) ed energia sono gli ingredienti alla base di questo pregevole live. Registrato l'11 ottobre del 1997 in una sede prestigiosa (JF Kennedy Center for the Performing Arts, Washington DC) a ricordo del perenne genio del blues, Muddy Waters; un tributo non solo molto riuscito ma per nulla scontato: in operazioni celebrative di questo genere il risultato sconfina spesso nel manierismo stucchevole; invece ... il disco e' molto fresco e consente a tutti i protagonisti di esprimersi al meglio della propria arte. Il merito e' della house band che forte di Bob Margolin (chitarra), Charlie Musselwhite (armonica), Barry Goldberg (tastiere) e Johnny Johnson (pianoforte) - WOW - costruisce un tappetto di suoni compatti e vibranti come e' ormai raro ascoltare. Le interpretazioni dei vari classici, da I'm Ready all'immancabile Got my Mojo Working, sono tutte di gran livello; al sottoscritto preme ricordare le interpretazioni di Buddy Guy (She's 19 years old), Charlie Musselwhite (I got a rich man's woman) con uno straordinario J Johnson, John Hiatt (The same thing), e mi fermo qui; forse il disco non e' facile da trovare ma sicuramente merita 5 stelle !!
Gianandrea Pasquinelli

 
 
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Black Cat Bone Blues Band "Blues Italiano"
Black Cat Bone BB
Chicago non e' Milano, son piu' vero se canto in Italiano e' il manifesto di questo nuovo lavoro di Gennaro Carrillo, vecchia conoscenza del Blues Italiano; cantante e armonicista di gusti antichi, pugliese, da anni trapiantato sulla piazza di Milano; leader indiscusso della Black Cat Bone Blues Band, per inciso mojo portafortuna degli afroamericani, abitue' del circuito blues italiano, Carrillo e' un musicista naturale, capace di scrivere storie, descrivere l'attualita', declinare il paradigma - con il Blues non ho una lira -; ormai costretto a disguisire sulle qualita' funanboliche dei musicisti, a descrivere tecniche e tecnologismi, mi e' molto salutare ascoltare questo quarto lavoro di Carrillo, che trasuda di feeling prezioso e vero; trasmettere emozioni e' un'arte di pochi e Carrillo in questo e' maestro; chi era presente a Cerea forse ha avuto modo di assistere alla prolungata esibizione esterna all'area dei lavori di Carrillo e quindi comprendera' di cosa parlo; il messaggio di Carrillo e' diretto al cuore, cosi' come lo sono le storie di Blues Italiano, la transumanza sempre attuale dell'Espresso 924, i Tempi Duri anche per chi non suona; Blues Italiano e' un prodotto riuscito, capace di esprimere un genere musicale difficile, il blues, in una lingua prolissa e prosaica come quella italiana; onore al suonatore del Calaggio Saxophone.
Gianandrea Pasquinelli

 
 
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Michael Powers "Revolutionary Boogie"
Blues-Boulevard
Un Palmares di tutto rispetto per MICHAEL POWERS, chitarrista e vocalist, che ci offre questo REVOLUTIONARY BOOGIE fresco di uscita.
Con ben cinque nomination ai Blues Music Award, collaborazioni con artisti del calibro di Jimmy Reed e James Cotton, registrazioni ed apertura di concerti a Johnny Winter, Pinetop Perkins, Buddy Miles, Canned Heat, John Lee Hooker, James Brown, mette in mostra la sua attitudine volta al classic rock ed al blues in questo CD. Partenza quindi "rockettara" con le prime quattro tracce di sua produzione, per poi virare dolcemente verso il classicissimo blues (Shaker your money maker di E. James, I ain't superstitious di Dixon, solo per citarne alcuni) e con sue composizioni sempre decisamente blues di ottima fattura.
L'ascolto ne trae un beneficio fino alle ultime tracce, nelle quali, a dire il vero, avremo preferito evitare la title track del CD, brano decisamente sottotono e che rischia di declassare l'intero lavoro: dopo brani di ottima fattura ed esecuzione è sempre preferibile concludere, magari, con un numero inferiore che rischiare di sminuire quello che comunque rimane un buon disco.
Della The Michael Powers Frequency Band si alternano alle percussioni Barry Harrison e Paul Marchetti, Billy Cristiani e Uncle Don Lopez al basso, e Miguel Sobel alle percussioni. Hanno inoltre collaborato uno stuolo di altri musicisti, non citabili, visto il loro elevato numero.
Un buon lavoro. Paolo Santini

 
 
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John Mayall & the Bluesbreakers "In the shadow of legends "
Blues-Boulevard

In anni un po' miseri di performance veramente degne di essere annoverate tra quelle dei Grandi del Blues, la Blues
Boulevard Records sfodera questo IN THE SHADOW OF LEGENDS. JOHN MAYALL, indiscusso ambasciatore del British Blues con i suoi THE BLUESBREAKERS ci offre questa autentica perla del genere, registrata nell'ormai lontano 1982 al New Jersey'as Capitol Theater.
Nonostante siano passati ben ventinove anni dalla registrazione, il lavoro non dimostra certamente l'età che ha. Più che un concerto Live si tratta di un'autentica parata di stelle, dal momento che oltre a musicisti di prim'ordine quali,oltre al band leader alla voce, chitarra e armonica, MICK TAYLOR (ex Rolling Stones) alla chitarra, JOHN MCVIE (Bluesbreakers e Fleetwood Mac) al basso, e COLIN ALLEN (militante nelle formazioni capitanate da Bob Dylan e Solomon Burke), Mayall si fregia di guest dello stampo di ALBERT KING, BUDDY GUY e JUNIOR WELLS, ETTA JAMES e di un'allora ottantaquattrenne SIPPIE WALLACE.
Alle prese con grandi classici quali "Baby, what you want me to do", "Messin' with the kid", "Don't start me talkin", "Call it Stomy Monday" solo per citarne alcuni, l'ascolto scivola via sentendosi proiettati nel bel mezzo di questo Live, nel contempo omaggio ad alcune delle più grandi star del blues del secolo scorso.
IL doppio CD contiene sei tracce l'uno, tutti caratterizzati da un'intensità tale da rendere quasi dolorosa questa operazione nostalgia, con il Gigante inglese grande mattatore, a dispetto delle primavere; ma, tant'è, un tale lavoro, oltreche per il piacevole ascolto, dovrebbe servire da sprone per le nuove generazioni musicali.
Standing ovation. Paolo Santini

 
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