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  MASSIMO MANTOVANI - GIORGIO RIMONDI: STORIE DI STANDARD- Ed. SCUOLA DI MUSICA MODERNA
Nell'ambito delle varie attività che la Scuola di Musica Moderna di Ferrara svolge (per saperne di più www.scuoladimusicamoderna.it/eventi), da qualche anno hanno preso piede le "Guide all'ascolto", momenti culturali ad ingresso libero durante i quali viene analizzato ed esposto ai presenti un tema a carattere musicale, un autore, un genere musicale visto sotto i propri aspetti principali. Da questa attività è nata un'idea: fare in modo che ciò che è stato messo a disposizione dei presenti possa, in qualche modo, rimanere sotto forma di scritto. Nascono così gli appuntamenti "Nero su bianco", una sorta di caffè letterario durante il quale viene presentato un'opera, sempre a carattere prettamente musicale, in un ambito molto amichevole. L'esperimento pilota tenutosi nel 2019 ha dato un'ottima risposta in termini di interesse ed ha avuto come appuntamento di apertura la presentazione di un volumetto nato proprio per lasciare una memoria cartacea di uno degli incontri (che, vista la vastità del tema, era stato suddiviso in realtà in due incontri) descritti in precedenza.
Ecco quindi STORIE DI STANDARD di Giorgio Rimondi e Massimo Mantovani, primo volume della neonata collana "Quaderni della Scuola di Musica Moderna". Gli standard di cui si parla sono, ovviamente, quei brani di jazz che sono diventati universali anche grazie alle esecuzioni che illustri musicisti ne hanno fatto nel corso degli anni, in qualche caso accrescendone il successo rispetto alle stesure originali. Brani che, pur non conoscendone il titolo, tutti conoscono e sono in grado di fischettarli o canticchiarli. Gli autori si suddividono un lavoro tutt'altro che semplice: ogni brano analizzato vede in Rimondi colui provvede a tracciarne un excursus storico, mentre Mantovani fornisce un'analisi profondamente teorica della struttura del brano. Non tragga in inganno la dimensione apparentemente esigua del volume: nelle circa 80 pagine Rimondi guida il lettore a chiudere gli occhi e lo trasporta nel momento che ha portato alla composizione del brano, proponendo nel contempo anche l'ascolto attraverso i canali della rete delle versioni che hanno reso lo standard particolarmente famoso. Molto dettagliate, come spesso succede la passione che l'autore infonde nella propria trattazione arriva nell'intimo, facendo appassionare anche il lettore, anche nel caso in cui ci si imbattesse in un brano non particolarmente noto.
A Mantovani viene lasciata la parte che predilige, ovvero la parte "pentagrammata" dell'analisi. E qui, signori, una singola lettura potrebbe non essere sufficiente. Poche pagine, ma così dense di contenuto teorico a volte costringono di rileggere le poche righe appena affrontate, per cercare di capire bene quello che l'autore, anch'esso con grande passione quasi spirituale, propone cercando di rendere il tutto comprensibile quanto più possibile. A tale proposito citiamo la spiegazione di "verse" e "chorus", utilizzando strofa e ritornello nientepopodimeno di "O Sole mio". O ancora, il principio della ripetizione del tema, da non proporre nella medesima forma per oltre due volte consecutivamente per non rischiare la noia nell'ascoltatore, principio che l'autore cita presente anche in altre forme d'arte come quella architettonica (la facciata del Duomo di Milano propone tre livelli architettonici che seguono lo stesso criterio). Mentre si leggono le analisi dei brani, traiamo linfa musicale che i grandi esecutori ci hanno fatto ascoltare e Mantovani ci ha egregiamente descritto.
E' auspicabile che gli autori non si limitino alla stesura della loro prima opera letteraria, come pure che l'Associazione Musicisti di Ferrara prosegua nella sua opera di mecenatismo musicale con inizative simile a quelle citate, di indubbio interesse.
Chapeau
Paolo Santini
(il volume è acquistabile anche online: www.ibs.it/storie-di-standard-libro-massimo-mantovani-giorgio-rimondi/e/9788894405705)
 
  MATTIA VALENTINI - SEVEN ROOTS BLUES - Ed. NPE
Si potrebbe pensare:" E' solo un libro a fumetti!"
Invece no.
Scorrendo le pagine di SEVEN ROOTS BLUES, l'autore MATTIA VALENTINI insinua il feeling direttamente nell'anima, facendo anche venire il groppo alla gola, mentre ripercorriamo le vicissitudini del popolo nero ridotto in schiavitù. Il tutto amplificato dall'arte grafica di sopraffina fattura, grazie alla quale i tratti duri dei volti e delle situazioni raffigurate, infondo ulteriore blues nell'anima.
Attraverso la storia del personaggio principale che velocemente percorre le sette storie del book, infarcite da innumerevoli citazioni di brani storici, noti e meno noti, e sempre accompagnati da un "TATAT", ritmo incessante, cuore vivo che ci guida tra una storia e l'altra, si parte dal celeberrimo crossroad, fino ad una divagazione rock nella quale è impossibile non scorgere l'impronta Hendrixiana (ben mixata con il salto nel futuro che lo trasporta in una sorta di 11 Settembre), a sottolineare ulteriormente che, il popolo black mantiene comunque nel DNA il cromosoma del Blues, nonostante il passare delle generazioni.
Idea geniale, ben realizzata, tra l'altro in un volume di pregiata rilegatura, il libro è una bel ritorno al passato, in un'epoca caratterizzata, anzi, meglio dire completamente monopolizzata, dal web.
Merita indubbiamente di essere letto.
Paolo Santini

 
  SALVATORE AMARA - UN SALTO NEL BLUES - Ed. CUEC
Cosa ci fanno Angus Young e i suoi AC/DC in un libro dedicato al Blues? E i Deep Purple? e, ancora, SLASH dei Gun's'Roses?
In un certo senso è la sfida alla quale si pone di fronte SALVATORE AMARA, bluesman sardo di consolidata esperienza, che mette in luce un ulteriore aspetto della sua vena artistica, cimentandosi con la pubblicazione di questo volume dal titolo UN SALTO NEL BLUES.
Tre binari corrono parallelamente nel libro: l'evoluzione musicale che negli anni è giunta fino a noi, il risvolto sociale che ogni epoca, a partire dalla metà del '700 circa, ha portato allo sviluppo della "musica del diavolo", l'aspetto puramente intimistico e personale dell'autore e l'influenza che, fino da adolescente, ha scatenato, dapprima col turbine giovanile che contraddistingue l'età, e poi, con la maturità ad approfondire quel genere che cattura, rapisce e, inevitabilmente, inebria.
Più che "musica del diavolo", Amara la considera piuttosto la "musica di Dio", quale "...dono tanto meraviglioso e consolante..." per tutti coloro che, in special modo all'inizio del secolo scorso poterono trarne anche la benchè minima soddisfazione o realizzazione, personale o economica che fosse. Una sorta di riscatto nei confronti dell'emarginazione alla quale è stato sottoposto il popolo di colore, rapito dalla Madre Terra africana, per essere sottoposto all'oltraggio della schiavitù, quella schiavitù spesso fonte di ispirazione del genere musicale. Grande contraddizione, quindi, messa sapientemente in luce dall'autore, rendendo il volume una piacevole carrellata tra uomini, musiche, fenomeni sociali che provenienti da ogni parte del pianeta, confluiscono insieme come in un vortice che tutto trascina e amalgama, dove trovano giusta collocazione anche i musicisti citati poc'anzi che nulla hanno a che fare col Blues, perlomeno in apparenza.
La conclusione che Amara sembra voler trarre nel capitolo finale è che, nonostante la citazione e gli innumerevoli episodi che uomini spesso divenuti autentiche icone hanno potuto tramandare fino a noi, una chiara e limpida spiegazione di cosa sia in veramente il Blues non sia possibile. In realtà questo libro ne dà un'idea più che definita, mettendone a nudo tutte, proprio tutte, le sfaccettature. E di questo ottimo lavoro non si può che complimentarsi con l'autore.
Paolo Santini
 
  Fabrizio Poggi - Angeli perduti del Mississippi - Ed. Meridiano Zero
Non è un trattato, nemmeno un racconto; è una catalogazione in ordine alfabetico del complesso universo che compone il Blues nel suo insieme. Scorrendone le voci, si entra in un mondo reso magico e particolarmente affascinante da Fabrizio Poggi, che non lesina certo particolari frutto di una ricerca ed una conoscenza di altissimo livello. Il lettore entra così nel mondo del Blues e degli uomini che l'hanno vissuto, un mondo fatto di drammi, di amuleti, di riti a cavallo tra il sacro e il profano e di un universo parallelo, creato per sopravvivere alla schiavitù partita dalle piantagioni di cotone degli arcinoti Stati del Sud. Un mondo che porta in sè tutte le contraddizioni possibili, che parte dai Field Holler, spesso si rifugia nel Gospel e, ironia della sorte, passa alla storia come "la musica del Diavolo".
Abilmente Poggi, sciorina racconti dai quali non è possibile staccarsi prima del paragrafo successivo, mantenendo a tratti una tensione da romanzo giallo, come, ad esempio, il mistero legato alla fantomatica terza foto di Robert Johnson.
Un'analisi approfondita di un vero e proprio fenomeno sociale, del quale non si può che uscirne fortemente inebriati. E di ciò, bisogna effettivamente dare atto a Poggi che mostra una frizzante verve di abile narratore, oltre ad essere il musicista che ben conosciamo.
Presentato nel 2010, rimane tutt'oggi un vero e proprio "punto fermo" la cui lettura non può che attrarre gli amanti del blues (e non solo).
Paolo Santini
 
  Mauro Righi - Anche a Buddha piace il Blues. PerroneLAB Editore
Cosa c'entra Buddha con il Blues? Non molto, in effetti! Nel suo romanzo di esordio, Mauro Righi, grande appassionato di blues (oltre che seguace e amico di Fabio Treves...), narra la storia di Giuliano, contabile di un'impresa edile condotta da un mafioso forse redento, che suona l'armonica in una blues band. Cerca nelle discipline orientali la via d'uscita dagli aspetti più “blues” della sua esistenza, tentando di fuggire dalla classica triade “Bacco-Tabacco-Venere” che lo sta portando alla rovina. L'incontro con Claudia, ragazza dallo spirito libero ed apparentemente rivoluzionario (la sua abitazione si trova il libretto rosso dei pensieri di Mao, i testi sacri di Marx nonchè l'immancabile effige del Che), scoprendosi poi dipendente bancaria (quindi, tutt'altro che rivoluzionaria...), lo segna profondamente, lasciandolo nel “Blues” psichico più profondo quando scopre che l'avventura di una notte non avrà alcun seguito. Inizia la discesa negli inferi di Giuliano, salvato dall'entrata nella sua vita di Simona, una simpatica e logorroica gelataia che, dopo essere andata a convivere con lui, perde la sua verve iniziale a causa dell'esistenza troppo Blues del neo-compagno, il quale pensa di lasciarla libera onde evitarle il suo stesso baratro. Dieci anni dopo... sorpresa finale.
Romanzo intriso di simpatico spirito umoristico, nel quale le tragicomiche vicende di Giuliano, perdente su tutti i fronti, ne fanno il nostro eroe. Originale l'accoppiata romanzo-colonna sonora proposta dall'autore, come accompagnamento di ogni singolo capitolo. Ecco quindi come la metropoli del nord viene cantata come “Sweet Home Milano”, inserendo un playlist di tutto rispetto (scusiamogli l'inserimento, anche se motivato, di “Se mi lasci non vale” di Iglesias, quale eccezione che conferma la regola). Paolo Santini
 
 

Jia-Yi He. Recital Pieces for Chromatic Harmonica. Mel Bay Editore.
Appena uscito un nuovo libro di armonica cromatica per Mel Bay; il libro, Recital Pieces for Chromatic Harmonica è scritto dal virtuoso Jia-Yi He; la partitura è accompagnata da una tablatura con la digitazione dei fori in modo da semplificare l'esecuzione.
New Harmonica Book for Medium to Advanced chromatic players written by world-class virtuoso Jia-Hi He. The book contains 34 pieces with musical score and tablature; intermediate to advanced level.

 
  Roberto Ciotti. Unplugged. Una vita senza fili. Castelvecchi Editore. 193pp + CD.
Uno degli storici chitarristi blues si mette a nudo e racconta la sua storia senza fili; Roberto Ciotti chi non lo conosce; gioia e dolori degli appassionati del genere in Italia; uno dei veri pilastri, uno di quelli che insieme a Fabio Treves, Tolo Marton, e ai compianti Guido Toffoletti e Cooper Terry, hanno in tempi ormai lontani iniziato a seminare in giro per lo stivale le malefiche 12 battute; "Unplugged" è una autobiografia diretta, senza fronzoli, in cui Ciotti racconta sè stesso, le sue passioni e delusioni in tutta semplicità, offrendo al tempo stesso uno spaccato di una storia musicale che i più giovani dimostrano di aver fame di conoscere; nel volume un unico filo sottile collega naturalmente l'avido e carbonaro ascolto delle musiche del diavolo in compagnia dell'amico Gianni Marcucci (uno dei primi ricercatori "sul campo" europei e autore di una pregevole collana musicale originariamente stampata per le edizioni Albatros), ai tipici (per l'epoca) sperimentalismi jazz-blues dei Blue Morning, storico gruppo progressive-jazz con il sax di Maurizio Giammarco, l'esordio acustico di Super Gasoline Blues e poi il live - Bluesmen - in compagnia di Claudio Bertolin, la crescita stilistica, mai completamente apprezzata dalla critica ufficiale di genere, di No More Blues, le colonne sonore per Salvatores - Marrakech Express e Turnè, il successo dei tour con Bennato, le apparizioni televisive nelle serate ideate da Arbore - L'altra domenica, Quelli della notte, e DOC, l'apertura del concerto a S. Siro per Bob Marley, il tour americano in compagnia di Ginger Baker, il ritorno all'autoproduzione e alle parche edizioni Il Manifesto; ma "Unplugged" è anche mito per il viaggio e per lo "stare insieme" nelle incontaminate spiaggie di Patmos e nella campagna radicale e alternativa di Calcata; è anche storia di amori fugaci, ambigui, rubati e solidi, quello per Odette e di vuoto, quello che resta dopo una prematura scomparsa o aver realizzato che la scena musicale è radicalmente cambiata; infine "Unplugged è anche il volto e l'odore dei tanti meritori locali - Titan, Piper, Murales, fino al più attuale Big Mama, che hanno promosso e sostenuto la buona musica a Roma. "Unplugged" restituisce voce a un musicista che ha dato tanto alla musica in Italia, un uomo che è partito dal blues acustico ed ha poi costruito un linguaggio melodico personale ed efficace, cornice di un vissuto che, come si legge nel libro, è stato ed è importante; a completamento di una storia non poteva mancare un CD in cui Ciotti ripercorre in chiave acustica gran parte delle sua storia musicale... il mio è stato un istinto, un semplice accadimento, una necessità. Non avrei potuto fare altro. Gianandrea Pasquinelli
 
  E' uscito il primo libro in italiano completamente dedicato all’armonica blues 256 pagine - più di 450 tra biografie, discografie e schede tecniche! “Il soffio dell’anima: armoniche e armonicisti blues” in vendita nelle migliori librerie, ai festival e ai concerti di blues oppure si può richiedere direttamente mandando un e-mail a: megange@tin.it oppure telefonando o faxando allo 0383.367512 specificando l’indirizzo postale a cui inviarlo. Il volume è disponibile al prezzo di € 20,00 compreso spese di spedizione in contrassegno.  
  Leonardo Triassi "Armonicista Autodidatta" Carisch
Di manuali dedicati all'armonica si sente il bisogno e per fortuna ogni 10 anni qualcuno ci pensa. Abbandonata l'ormai classica infornata di Paolo Ganz è ora il momento di quello che può essere considerato il più tecnico tra tutti gli armonicisti diatonici Italiani: Leonardo Triassi. Armonicista autodidatta è il titolo della sua fatica (Carisch, Milano) e nel titolo, l'autore sottolinea come la gran parte degli armonicisti abbia dovuto seguire un percorso solitario e faticoso di auto apprendimento essendo più rari del platino gli insegnati di questo formidabile e dinamico strumento. Il contenuto del metodo è completo; Triassi affronta, in maniera sintetica ma del tutto esauriente, tutti gli aspetti fondamentali del pianeta armonica; si parte dalla storia per passare ai principi costitutivi e di funzionamento dello strumento per poi affrontare gli aspetti più pratici, quali imboccatura, respirazione, emissione dei primi suoni, effetti, bending; Triassi affronta anche alcuni aspetti teorici come lo studio di alcune scale, delle posizioni e delle tonalità; interessanti sono anche le sezioni sui microfoni, amplificatori e sulla manutenzione ordinaria e straordinaria dell'armonica; non poteva mancare una discografia ragionata e un CD di compendio nel quale Triassi presenta, oltre ad una ampia dimostrazione di quanto affrontato nel testo, cinque brani strumentali che abbinati alla tablatura presente nel testo e alla corrispondente traccia priva di armonica, offrono una ghiotta opportunità di proficuo esercizio. Il manuale è consigliabile senza alcuna riserva: per tutti gli armonicisti diatonici di livello base e intermedio. Gianandrea Pasquinelli
 
     
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